Meccanica d’amore

Andiamo
Lascia a casa la tua età
perché con me non serve
Vestiti come un cristallo e saluta migliaia e migliaia di pensieri
Tu sei la mia rosa cromata
e a trecento e più kilometri all’ora corriamo e ci amiamo
in equilibrio in piedi sulla più veloce delle mie moto
La tua schiena metallizzata riflette la luna
che io bacio poco più sopra delle spalle
Il motore e il vento sono furiosi
gelosi delle tue braccia distese come ali d’alluminio
e delle tue labbra che aspirano aria
mentre i seni protesi aerodinamici
dividono ogni geometria terrena in sottomultipli e banalità
elettrici i tuoi occhi come irriconoscibili strumenti di seduzione
Sono nella tua scia da millenni e mi trascini
ti tengo ai fianchi e so che accelererai
sei alcool e benzina
e palpita quel motore segreto che ci spinge l’uno attraverso l’altro
vibra nelle vene e spinge il sangue bollente
e proietta i giri sul quadrante pallido della luna
Ora
le voci di tutti gli amici sovrastate
le poesie che ti ho scritto dietro di noi
rotolano confusamente come foglie
le altre donne sono lì come pietre
non vedo che il cono di luce di fronte a noi
nel delirio privo di distanza.

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