magnifica desolazione

Le sere d’inverno corro nelle stradine fra i boschi

E’ un momento mio

Appena mi allontano dall’ultima luce l’occhio si abitua.

E nel buio smette di vedere gli inutili dettagli della vita quotidiana.

Quasi subito gli alberi scheletrici che mi sovrastano diventano neri.

Quasi subito sopra di essi appare il cielo stellato.

Il silenzio delle luci lontane della città quasi irreale.

Ma fra quelle luci quanto dolore, quanta disonestà, per nulla.

Allora capisco che corro per allontanarmi.

Allora corro più veloce fino a che la fatica degli anni e la salita

mi riducono a un passo contemplativo.

Ed è allora che, seguendo con i piedi quella piccola striscia di asfalto,

i miei occhi seguono quella striscia di cielo

che corre parallela fra i rami su di essa.

Le stelle ardenti sono per noi  che corriamo fra i boschi.

Quanti pensieri penso insieme,

e quanti pensieri dimenticati

come fantasmi escono da ogni direzione.

I sogni che ho fatto per tutta la vita

infinitamente lontani dalle stelle che volevano toccare

stanno come corvi neri su rami neri

pronti a scagliarsi su di me appena cedo.

Quanto si è scolorito il mondo da quando c’eri tu, nonnina cara!

Mi restano idee ma so che non saranno della mia vita.

Vorrei una carezza per alleviare questa malinconia che mi consuma.

Vorrei avere più bellezza ma già tremo per tanta meraviglia che mi sovrasta.

Vorrei amare di più ma già muoio d’amore.

Allora fermo il mio cammino dove finiscono gli alberi

e lascio il mio cuore nero in questa magnifica desolazione.

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